Monday 27 april 2009 1 27 /04 /Apr /2009 12:06
Bene, siamo arrivati a 20 interventi e il racconto prosegue con incredibile coerenza. Sul sito del Circolo abbiamo pubblicato una prima stesura della storia fino al diciannovesimo intervento.

Il terzo capitolo prende la mosse dall'ultimo intervento (il ventesimo) di Supersoul e potrebbe iniziare così:

"Quello che accadde quella mattina non è facile da spiegare. Infatti si verificarono una serie di coincidenze incredibili che diedero vita ad un epilogo tragicomico, grottesco. Avevamo lasciato i nostri eroi intenti ad ascoltare un misterioso e stupefacente cantante che si esibiva in abbigliamento intimo dentro un bar. Beh, quando smise di cantare successe il putiferio : tutte le domande, le reazioni, i commenti che erano stati cristallizzati dall'intensità e la bellezza di quel canto, esplosero tutti insieme e la confusione che ne seguì aveva contorni apocalittici. Tutti volevano sapere chi fosse quell'incantatore in pigiama e perchè Menino avesse placcato Francis in maniera così violenta.  Xavier, il padre di Carmen non disse nulla anche se avrebbe potuto dare risposta a molte delle domande che echeggiavano nel locale.
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Commenti

Infatti il cantante misterioso altri non è che il fratello di Carmen e il figlio naturale di Xavier con la sua prima moglie italiana.Si chiama Samuel e non parla da 35 anni, da quando cioè è morta sua madre tra le sue braccia di bambino, colpita da una veranda di un caffè del centro di Roma,improvvisamente crollata su di lei.Era verde con piccola fantasia di cammelli gialli...la veranda, non la madre.Da quel giorno decise di non parlare più, ma di cantare un unica canzone sempre la stessa...
Commento n°1 inviato da supersoul il 19/05/2009 alle 23h30
"Menino, stanne fuori! Sembri mia madre!"
"Cos'è 'sta storia???" urlò Menino a due centimetri dal naso di Francis. "Non hai le palle per sopportare la verità? Qualunque sia la verità all'interno di quel locale di merda?"
Con estrema calma, Francis ribattè in tono sarcastico "Non so se hai potuto notare..." ed improvvisamente urlando come se la rabbia uscisse tutta insieme dalle corde vocali "...mentre io cercavo per la prima volta di abbandonarmi ad una storia normale, lei mi prendeva per culo!"
"Così hai pensato bene di fargliela pagare nell'unico modo che conosci: scopartene una qualsiasi sotto il suo naso, vero? Solo che questa volta non era la solita sfida nei confronti del maschio seduto al tavolo con la tua preda. Maschio che devi sconfiggere per il tuo gusto personalissimo di dimostrare a te stesso - e a chi altri? - di essere superiore. Il maschio alfa di quale branco poi? Sei sempre solo nonostante tu faccia il jolly. Inizio a credere che con le tue risse tu voglia dire all' umanità "ESISTO ANCH'IO!"... e fai un po' di casino per essere per qualche istante attore protagonista di un mondo che altrimenti non ti noterebbe!"
"... WOW!!! ...non sapevo che avessimo all'interno del gruppo uno strizzacervelli! Che mi dice allora, dottore, della bella Carmen rapita da qualcuno che non è il sottoscritto?"
"Tu non sei scemo. Così come non sei un Don Giovanni. Sei pigro. Sei semplicemente pigro. Ti prendi le donne degli altri perchè è faticoso costruire un vero rapporto, o sbaglio? Non affannarti a rispondere, era una domanda retorica. Sei stato pigro anche nel guardare Carmen. Alla domanda chi fosse quel tizio sbucato dal nulla, mille sono le risposte. Ma solo una è quella esatta. Prima che tu stabilisca arbitrariamente quale essa sia, fa' la cosa più semplice di questo mondo... va da lei a farle la domanda"
"Cavolo, sembri davvero mia madre... solo che io non ho più dieci anni... No! sarà lei avenire da me a raccontarmi del tizio! Se vorrà farlo!"
"A questo punto, Francis, devo chiederti scusa per averti bloccato. Quella era l'azione più sensata che tu potessi concepire in quel momento: farti la tua preda sotto gli occhi di Carmen e mandare definitivamente al diavolo il tuo tentativo di relazione normale! Ora entra in questo dannato locale e porta a compimento il tuo capolavoro!"
Commento n°2 inviato da firefox il 20/05/2009 alle 03h39
Nel frattempo nel locale, Carmen stentava a riprendersi. Capiva perchè il padre fosse andato a trovarla. La contemporanea presenza del tizio misterioso le faceva intuire che non poteva trattarsi di una coincidenza. Non sentiva quella canzone da decine di anni, da quando, cioè, sua madre gliela cantava per aiutarla a prendere sonno. Ma era impossibile che qualcun'altro la conoscesse. Era una canzone inventata di sana pianta tra quelle mura domestiche. O almeno, era quello che sua madre le lasciava intendere.
Carmen aveva iniziato ad appassionarsi al canto in virtù della dolcezza della voce materna e di quella melodia cantata per lei. E quel tizio buffo, nonostante avesse dimostrato di cosa fosse capace, stonava comunque. Non aveva nulla a che fare con quel brano. Come faceva a conoscerlo? Le uniche due persone all'interno della stanzetta erano lei e la madre. Era confusa. Non riusciva a capire se fosse triste per il ricordo di quel momento di infanzia o se per sentirsi violata in qualcosa che apparteneva a lei e solo a lei. A queste domande avrebbe potuto rispondere solo Xavier. Ma non quella sera. Prima di scoppiare a piangere aveva solo un desiderio: farsi abbracciare da Francis.
Diede un'occhiata in giro e non lo trovò. Non riusciva più a trattenere il magone che premeva prepotentemente alla gola per farsi strada ed uscire.
Scappò verso l'uscita nell'attimo esatto in cui, dall'uscita di emergenza opposta, entrarono francis e Menino. Francis nel vederla scappare fuori , prese a calci il maniglione antipanico e si diresse verso una donna attraente, quella stessa donna a cui aveva già messo gli occhi addosso. Il fragore del calcio aveva attirato l'attenzione di tutti quelli che erano rimasti nel locale, tra cui la band e Michele, i quali nel vederlo avanzare deciso verso il tavolo della donna, già sapevano cosa sarebbe accaduto. Sta di fatto che, un po' per gli occhi impauriti della ragazza, un po' perchè senza la presenza di Carmen il suo gesto perdeva di significato, Francis si limitò a salutarla baciandole la mano, senza staccare mai lo sguardo dagli occhi di lei.
Commento n°3 inviato da firefox il 20/05/2009 alle 03h42
Che la situazione fosse incasinata era evidente, ma che addirittura si stessero chiarendo situazioni familiari regresse e incancrenite in un bar pieno di estranei era troppo. Xavier, pallido come un morto, si avvicinò a Carmen, senza incrociarne lo sguardo, ma fisssando un punto preciso del soffitto."E' arrivato il momento che io ti racconti un po di cose del mio passato" Le disse quasi sussurrando. Carmen lo guardò come se lo vedesse per la prima volta e non emise suono alcuno. Restò li a guardarlo come inebetita.
Commento n°4 inviato da speedy il 21/05/2009 alle 14h31
Samuel. Una vita segnata dallo shock per la perdita della madre fra le proprie braccia. Ancora bambino. Aveva quattro anni.
Era una madre dolcissima, come ogni madre sa essere col proprio piccolo da accudire. In più aveva una gran bella voce ed un suono così dolce e rassicurante da far sentire il piccolo Samuel sempre protetto.
Samuel era un bambino estremamente curioso e con la sua curiosità talvolta si andava a cacciare in situazioni dagli esiti imprevedibili. Come indossare le cuffie del vecchio giradischi ed azionarlo col volume a palla. Gli occhi di Samuel in un primo attimo strabuzzavano fuori dalle orbite per non riuscire a capire cosa diavolo stesse accadendo, e finire immediatamente dopo in un pianto fragoroso. Ma subito soccorso dalla mamma, divertita per il piccolo incidente.
Samuel era così. Timoroso della novità, ma cocciuto tanto da sfidare la paura in ogni momento. Il sorriso del piccolo era davvero avvolgente, come disegnato per un manga: labbra quasi squadrate nell'apertura del sorriso e grandi occhi tondi. Tuttavia ogni sua paura, prima di addormentarsi, con la mamma accanto sul bordo del lettino, di sera spariva. Quando gli cantava la canzone per farlo addormentare. Samuel non distoglieva lo sguardo dalla mamma, cosa che gli impediva di prendere presto sonno. E puntualmente, ogni sera, diceva a Samuel: "Chiudi gli occhi, amore mio. Finchè sentirai la ninna nanna vuol dire che la mamma è con te!". Così Samuel riusciva a chiudere gli occhi, continuando ad ascoltarla.
Dopo quell'assurdo incidente in cui perse la mamma, non ci fu più sera che riuscisse a tranquillizzarsi. Non ci fu più notte senza una lacrima, al ricordo della rassicurazione materna... "Chiudi gli occhi, amore mio. Finchè sentirai la ninna nanna vuol dire che la mamma è con te!". Iniziò, così, a cantare quel motivo per avvertire la presenza della mamma al suo fianco. E ad ogni canto, i suoi occhi erano sempre chiusi.
Commento n°5 inviato da Firefox il 26/06/2009 alle 14h34
il misterioso tipo in pigiama continuò a cantare,tranquillo,con voce suadente ma del tutto naturale,come se quello che stava accadendo non gli procurasse la benchè minima reazione.le luci del locale erano basse,fredde(non che i vetri sporchi delle finestre potessero ben filtrare la luce del sole ormai alto),ma un piccolo faretto,che probabilmente era attaccato al soffitto da anni,illuminava perpendicolarmente la sagoma del nostro uomo dei misteri.così illuminato il suo viso si poteva osservare bene:sulla quarantina,capelli arruffati e mossi,di un bel castano lucente,forse un pò sporchi.la barba di una settimana gli conferiva un'aria vissuta,stanca,le sue mani tenevano con gentilezza l'asta del microfono...ma ciò che colpiva maggiormente(probabilmente in particolar modo carmen)era il suo modo di fare,la postura:cantava tenendo quasi sempre gli occhi chiusi,come se emettendo le sue note viaggiasse astralmente,ignaro di tutto il resto,le braccia erano vicine l'una all altra nella presa dell asta,sembrava pregasse una divinità solo a lui nota,le gambe erano leggermente divaricate,e la sua testa spettinata trasmetteva dolcezza e incuria nella sua posizione leggermente inclinata a destra.strano uomo quello:il suo fare dava un'idea di fragilità e pace profonda insieme...chissà se riaprendo gli occhi si sarebbe accorto che francis era riuscito a divincolarsi dall amico e si stava dirigendo verso di lui.
Commento n°6 inviato da fabiola civicchioni il 17/11/2009 alle 17h37
Il piccolo batterista aveva una sola cosa in mente in quel momento: rissa! "Stai a vedere" sussurrò in un orecchio ad una ormai rassegnata Carmen e si diresse verso quell'improbabile figura che seguitava a cantare sopra a tutto e tutti. Quando gli fu davanti, i suoi propositi bellicosi si arenarono su quello sguardo sognante, quella gioia mesta, quella persona vera fino al midollo. Come d'incanto Francis si ritovò pervaso di una calma sconosciuta, una calma che aveva smesso di cercare tanto tempo fa. E adesso era lì immobile come una statua, nudo davanti ad uno sconosciuto, interamente se stesso.
Commento n°7 inviato da supersoul il 18/11/2009 alle 00h50

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